Archive for settembre 2017

Plebiscito democratico

L’ultimo passo della ragione è di riconoscere che ci sono un’infinità di cose che la sorpassano
(B. Pascal)

Talvolta in natura scopriamo fenomeni apparentemente incomprensibili ed incredibili che la ragione, nonché le leggi della fisica e della chimica, faticano a spiegarsi. Capita con l’aurora boreale, con la bioluminescenza dell’Oceano Pacifico, col lago rosa dell’Australia. Cose che non t’aspetti, che quando pensavi di averle viste tutte… arrivano loro.

Dopo le ultime primarie del PD, pensavo di avere visto il livello massimo di farsa, invece le votazioni per eleggere il candidato premier del Movimento Cinque Stelle hanno incredibilmente superato quell’assurdo limite. Anche qui la ragione, le leggi della fisica e quelle della chimica, faticano a spiegarsi la logica. Sette candidati sconosciuti e poi Di Maio: suspense fino alla fine per sapere chi vincerà.

Aggiungo di più. La giustificazione di questa carnevalata, secondi cui “chiunque può concorrere a quel ruolo, perché la democrazia assoluta offre a tutti le stesse chance”, non regge per sua stessa ammissione. Non c’è bisogno di argomentare, si capisce subito che si tratta di una sciocchezza. Nessuno degli altri magnifici sette avrà mai le stesse chance di Di Maio. E meno male, perché sarebbe assurdo che tutti potessero concorrere a tutto. Che chiunque possa aspirare a qualunque carica è un’idiozia indicibile. Trovo inoltre offensivo dell’intelligenza degli elettori proporre una votazione basata su questi termini. Già… intelligenza degli elettori. Siamo sicuri che chi voterà seriamente e scientemente Di Maio, convinto che sia l’unico modo per farlo vincere, meriti davvero il suffragio universale?

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Scheda per l’elezione “democratica” del Cancelliere tedesco (dal gruppo fb “Fotografie segnanti”)

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Questione di dettagli

“A volte un dettaglio può distruggere una poesia”

(E. Ruggeri, Il futuro è un’ipotesi)

Quando ti dicono che basta poco per fare le cose fatte bene. Un piccolo, banale particolare per decretare la perfezione o il fastidio perenne. Da un insignificante gesto conclusivo, a volte può dipendere la gloria o la dannazione di un lungo lavoro. Puoi sforzarti di eseguire un’opera d’arte, un semplice lavoretto, un’imponente manufatto o un futile bricolage, ma quel che conta è il tassello conclusivo. Alla fin fine, quel che conta è proprio la fine. Ecco, io non potrei mai fare quello che chiude i tombini.

Dall’album” Fastidio”, tutte scattate tutte a Volta Mantovana

Dall’album” Fastidio”, tutte scattate a Volta Mantovana

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I piaceri della Carnia

Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere, la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene. Tutto questo perché siamo più vicini al cielo

(E. Comici)

Costretti dal gran pienone di ferragosto a ricercare una località subalterna, quest’anno abbiamo virato sulle Prealpi Carniche. Con scetticismo e curiosità, ci siamo spinti laddove il Cadore incontra la Carnia, laddove il Veneto abbraccia il Friuli ed ammicca con la Carinzia. Non conoscevo molto di questa zona, ma devo ammettere che ci è piaciuta molto.

A Sappada nasce il Piave ed il paesaggio immerso nella valle tra le montagne, è un insieme di pascoli, laghetti, boschi e cascate. In agosto questi paesi non pagano la ressa turistica delle Dolomiti, ma possono comunque offrire luoghi piacevoli ed adatti ad ogni esigenza.

Il Gabry ha camminato in un’escursione di circa tre ore (200 mt di dislivello) per arrivare sino ai bellissimi laghetti d’Olbe, poi abbiamo raggiunto anche il laghetto Ziegelhutte, l’orrido dell’Acquatona, le cascatelle di Mühlbach ed il suggestivo abitato di Sappada Vecchia.

Ecco alcuni luoghi dove certifico che si mangia bene e dove i bimbi si trovano a loro agio. All’inizio del bosco, di fianco al Piave, c’è la Baita pista nera (ampio prato dotato di parco giochi), dove ho mangiato una buonissima tagliata di cervo e dove fanno ottime salsicce alla piastra. In centro a Sappada c’è la Stube Edelweiss, con la miglior tartare di cervo della mia vita. Infine , sempre di fianco al Piave ed alla ciclabile, c’è l’enorme parco giochi della Baita Sonnenalm: cibo forse più spartano, ma attrazioni per i piccoli davvero fantastiche.

Lungo il tragitto abbiamo fatto due tappe, entrambe degne di menzione. La citta di Belluno merita senz’altro una breve sosta per il suo raccolto e caratteristico centro storico (qui per mangiare segnalo il ristorante Taverna), mentre alla diga del Vajont è doverosa la vista guidata per riflettere un po’ sulle follie umane e sullo strapotere della natura sull’uomo.

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