Archive for aprile 2020

La fama che precede

Un buon nome, come la buona volontà, si ottiene con molte azioni e si perde con una
(L.F. Jeffrey)

La fama di chi mi precede, mi precede. In questo periodo mi sento un po’ come agli inizi si sentirono probabilmente Paolo Maldini, Alberto Angela, o Alexandre Dumas figlio. Senza identità propria, derivate immagini di chi li anticipava per genealogia e ingombro scenico.

Ho fatto alcuni ordini telefonici per la spesa a domicilio, specificando nome e recapiti personali. Niente da fare… Per tutti il mio tratto identificativo rimane “il figlio della Luciana”. Ecco cosa ho trovato sui biglietti dentro la spesa.

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La sfida nella sfiga

Le sfide nella vita ti aiutano a scoprire chi sei

(B. J. Reagon)

Una volta eravamo un popolo di allenatori di calcio. Poi col tempo ci siamo evoluti, passando da sismologi e costituzionalisti a virologi ed economisti, con una velocità impressionante. La vicenda degli arresti domiciliari imposti dal Covid-19, infine, ci ha trasformato tutti quanti in esperti sociologi. Sappiamo esattamente come funziona il mondo e prevediamo alla perfezione la direzione che prenderà la società negli anni futuri. È unanime la sentenza secondo cui “questa esperienza cambierà per sempre la nostra esistenza”.

La sfida della quarantena, o comunque del virus in generale, racchiude in sé una miriade di altre sfide intrinseche. L’arrivo di difficoltà economiche, il cambiamento di abitudini, la trasformazione dei nostri rapporti sociali e… molto altro ancora. Sfide nella sfida, o sfide nella sfiga, a seconda dei punti di vista.

Pensando al nostro piccolo paesello di provincia, mi incuriosisce scommettere sulla crescita delle consegne a domicilio. Settemila anime abituate da sempre a recarsi nei negozi, senza nessuno esercizio che effettui recapiti a casa. La prima ed unica pizzeria con consegna espressa a Volta Mantovana ha giusto un paio d’anni. Prima di essa, il nulla assoluto.

In questi giorni abbiamo giocoforza assistito all’evoluzione delle specie “negozio”: per necessità i ristoranti e gli alimentari si sono reinventati fattorini e pony express. Ma si tratta di un fuoco di paglia, necessario a tamponare l’emergenza di qualche mese, o di una vera e propria riorganizzazione dei servizi? La risposta sta evidentemente nella durata dell’isolamento.

Per il nostro paese rimane comunque un duello intrigante, tra l’evoluzione di un intero settore commerciale e la sua definitiva condanna al provincialismo.

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La brasadèla

Se piöf sö l’ulièla, gh’è ‘l sul sö la brasadèla

(Proverbio popolare voltese)

La saggezza popolare voltese, che affonda ovviamente le proprie radici nella tradizione contadina, è zeppa e foriera di riferimenti meteorologici legati ai mesi e alle stagioni.

Se piöf sö l’ulièla, gh’è ‘l sul sö la brasadèla” significa che se piove la domenica delle Palme (ulièla, cioè domenica degli ulivi), ci sarà il sole a Pasqua. La brasadèla è la metonimia che indica la domenica di Pasqua. Si tratta infatti della tipica ciambella pasquale, diffusa in tutta l’Italia settentrionale soprattutto in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. La brasadèla o braşadèla è una semplice torta col buco, che veniva preparata con pochi ingredienti durante la Pasqua, quando erano terminate le scorte di mele, noci e castagne stivate per l’inverno. A dispetto del motto, in questo periodo di quarantena solare, anche la domenica delle Palme è stata meteorologicamente soleggiata.

A proposito di quarantena e tradizione locale, mi è sembrato divertente il tentativo culinario di questo zelante aspirante cuoco, che ha proposto la sua versione naif di brasadèla.

Brasadela

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Il ballo in maschera

Il ballo in maschera… finisce qui

(C. Caselli, Il carnevale)

Sono arrivate le mascherine anche a me, ringrazio pubblicamente” è la frase cool della settimana. Sarà sostituita a breve (ma non ne sono sicuro) da “Auguri, Buona Pasqua!” – “Grazie, altrettanto!”.

È giusto. Una comunità che in un periodo di emergenza riesce ad autorganizzarsi e a reperire risorse, creare, distribuire aiuti a sé stessa, rappresenta il valore più alto per un paese in difficoltà. È giusto concedere il meritato plauso a chi ha offerto i materiali, a chi ha realizzato le mascherine, a chi le ha distribuite e a chi dall’alto ha coordinato l’intera ed efficiente operazione. Centinaia di messaggi social tutti uguali testimoniano questo desiderio di riconoscenza, forse esagerato, forse sproporzionato, certamente sincero.

Nelle ultime ore sobbolle una piccola polemica tra un’azienda, che rivendica o millanta un’esclusività sul confezionamento delle suddette maschere e definisce “fuori norma” quelle distribuite dal Comune, e l’Amministrazione che accusa la stessa azienda di aver ricevuto materiale gratis senza realizzare alcun prodotto in cambio.

Non oso entrare nel merito di questioni che ignoro e che intendo ignorare a lungo. Sarebbe solo utile sapere se effettivamente le mascherine distribuite rispettano le disposizioni normative. Aggiungo che se l’ordinanza di Fontana consente in alternativa anche l’utilizzo di sciarpe e foulard, la certificazione delle mascherine lascia il tempo che trova. Auguri a tutti, Buona Pasqua!

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