Il pane sporco si mangia in famiglia


È piacevole all’uomo il pane procurato con frode,
ma poi la sua bocca sarà piena di granelli di sabbia

(dall’Antico Testamento – Libro dei Proverbi)

Era ora. Papa Francesco si è scagliato nei giorni scorsi contro la “dea tangente”. “Dio ci ha comandato di portare il pane a casa col nostro lavoro onesto! L’amministratore disonesto dava da mangiare ai suoi figli il pane sporco!

Non che ci fosse bisogno di spiegare quale pane è sporco e quale è pulito, e neppure da quale sacco viene presa la farina, ma il fatto che il Papa abbia palesato la posizione della Chiesa di fronte al vizietto della stecca, rimane un fatto sorprendente.

E i nostri navigati amministratori locali? Avranno inteso il monito? Quelli che strizzano l’occhio, che concedono il permesso, che scelgono dove, come, quando lottizzare… avranno ascoltato il Papa? Quelli che concedono gli appalti, che scelgono i fornitori, che confondono il bene pubblico con il portafoglio privato… avranno capito la metafora del pane?

Certamente sì. Sono gli stessi che non si perdono una messa, che s’inginocchiano e si scambiano la pace, che cantano l’Alleluja e il Padre Nostro, che ricevono sempre la comunione, stando bene attenti a farsi vedere da tutti. Vuoi che questi amministratori immacolati non riconoscano il pane sporco da quello pulito?

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