Insolito trekking


L’Appennino è una montagna a dimensione umana: abitabile e abitato da così lungo tempo da essere, il lavorio dell’uomo nei secoli, parte sostanziale del paesaggio. Tanto geografia che storia. È nella civiltà dell’abitare, nella coltura che ne ha determinato la cultura, nel racconto, in tutto ciò che colgono i sensi, che risuona la presenza di chi ci ha preceduto

(L.G. Ferretti)

Camminare sull’Appennino è innanzitutto silenzio, meditazione, ascesi mistica. Forse è per questo che questi luoghi sono attraversati dal Cammino Lungo di Sant’Antonio, che collega La Verna a Padova. La “vena del gesso” è un ambiente unico, fatto di ripide pareti rocciose, lunghi crinali, boschi e colline di creta. Qua è là qualche rudere ricorda che nel passato l’uomo ha avuto l’ardire di abitare questi luoghi aspri.

Le nostre giornate di trekking sono partite da Borgo Tossignano, nella valle del Santerno, in due fantastici percorsi ad anello. L’itinerario della “vena del gesso” parte dalla frazione di Tossignano e percorre la dorsale del gesso, tra boschi, doline e cristalli di gesso.

Il giro del Rio Mescola parte invece proprio da Borgo Tossignano e percorre tutto il crinale, sopra vertiginosi calanchi e lungo pittoresche dorsali erbose. Non è raro incontrare grossi pastori maremmani, che guidano da soli le greggi di pecore e mettono in guardia l’avventore da manovre avventate.

Da queste parti si mangia bene. Un indirizzo: il ristorante Fita, proprio a Borgo Tossignano.

img_0141

img_0160

  1. Ancora nessun commento.
(non verrà pubblicata)

  1. Ancora nessun trackback