Il Centrosinistra e il vallo dei diritti civili


Avrà dei seri problemi Romano Prodi ad affrontare le delicate questioni della tutela dei pacs e dell’eutanasia, argomento, quest’ultimo, rientrato in voga grazie alla vicenda Welby.
Le contraddizioni intestine della sua maggioranza verranno al pettine e non potranno essere superate. L’ala sinistra, che va da Rifondazione ai Verdi, ha già iniziato a sbandierare l’esistenza di un programma elettorale condiviso, in virtù del quale verrebbe legittimato un intervento in materia. Nulla di specifico, perché il programma che raggruppava l’Unione della campagna elettorale contemplava l’intento di agire, ma poco diceva riguardo agli interventi precisi da intraprendere. È comunque un patto, al quale ogni sottoscrivente si è volontariamente legato. La frangia Radicale, dal canto suo, pare aver accettato l’alleanza in funzione quasi unicamente di questa possibilità: l’obiettivo delle riforme liberali in materia di diritti civili è da sempre il cavallo di battaglia ed il fine ultimo della triade Bonino-Pannella-Capezzone. Scettica ed intransigente appare invece la componente cattolico-centrista della coalizione. Al di là dei motivi più che comprensibili dell’ostilità alle riforme, gioca un ruolo chiave la tempestiva, chiara ed intransigente presa di posizione del Vaticano. Non c’è infatti alcuno spazio per cincischiare, temporeggiare o barcamenarsi nell’incertezza: Razinger ha dettato le regole per i buoni cattolici; ipotizzare comportamenti diversi da parte di Margherita e Udeur diventa piuttosto pindarico.
Essendo le questioni di natura “morale”, è impensabile un cambio di rotta da parte di uno dei due schieramenti: un partito può cambiare idea sulla politica economica, su sanità o lavori pubblici, ma è inverosimile che pieghi la schiena sui diritti civili. Dovrebbe inevitabilmente mettere in discussione la propria ideologia e questo in Italia non avviene mai, perlomeno non apertamente e dichiaratamente.
Cosa accadrà dunque? Certamente per questo non cadrà il Governo. Accadrà che le questioni verranno affrontate blandamente, cercando di accontentare un poco gli uni senza scontentare troppo gli altri. Non accadrà nulla di epocale o trascendentale, nulla di vagamente “zapatereggiante”. Insomma nessun epilogo alla spagnola, ma come sempre tutto all’italiana.

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